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L'oggetto fisico disco

di Ilaria Scala - 3/4/2011

Il nuovo disco dei R.E.M., Collapse into Now, non sarÓ seguito da un tour di concerti dal vivo.

Stanchezza? Logorio? Michael Stipe ha dichiarato che vuole che solo il disco sia "il momento".

L'aggancio preciso alla contemporaneitÓ, il punto esatto in cui "tutto" collassa nel "qui ed ora".

In realtÓ, l'opera che non sarÓ seguita da un tour Ŕ stata preceduta da una serie di anteprime, video, singoli in omaggio per i fans sul sito ufficiale (www.remhq.com), o in vendita anticipata su iTunes. Le vecchie glorie, ormai da 30 anni sulla breccia, frammentano le loro apparizioni cimentandosi in varie forme d'espressione diverse: videoart, fotografia, regia, musica. La canzone, l'oggetto fisico disco, evidentemente non bastano pi¨.

Eppure questo oggetto ha una sua compiutezza rassicurante e concreta, un concept riconoscibile e sincero: ballate dolenti sul genere delle New Adventures del 1996, rock rabbioso alla Monster (1995) o alla Accelerate (2008), in un'alternanza di ritmo e dolcezza davvero maturi, due modi non incoerenti di reagire con responsabilitÓ e senza rassegnazione all'incoerenza del nostro tempo.

Ancora capaci di costruire atmosfere uniche - il loro marchio di fabbrica - la band di Athens condivide i credits con ospiti amici illustri: Joel Gibb e Eddie Vedder in 'It happened today', Peaches in 'Alligator_Aviator_Autopilot_Antimatter', Patti Smith in 'Blue' (la sorella minore di 'E-bow the letter') e in 'Discoverer'.

Radunano artisti per moltiplicare i sensi, le voci, i percorsi e gli effetti della loro opera oltre l'oggetto fisico. Non ci sarÓ il tour. Ma il disco basterÓ, a fare il giro del mondo.

 

R.E.M., Collapse into Now
Warner Bros, 2011